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La “Giornata della montagna” alla Scuola secondaria di primo grado di Calalzo

 

marmarole

Noi alunni di prima media di Calalzo, quest’anno, durante la settimana della montagna abbiamo affrontato diversi temi e svolto numerose attività, ecco le principali:

La sicurezza in montagna:

La sicurezza in montagna parte dal buon senso, ma applicazioni e strumenti moderni possono aiutare in situazioni difficoltose.

La montagna è un luogo magico, ma può nascondere insidie per tutto il percorso.

Per andare in montagna bisogna valutare le proprie condizioni fisiche e la difficoltà da affrontare ed è necessario un equipaggiamento molto vario per ogni tipo d’ emergenza imprevista.

Tra le cose più importanti ci sono le bevande e il cibo, molto importanti

per darci la carica giusta per affrontare il percorso.

L’abbigliamento va sempre scelto sapendo che il clima potrebbe variare ed è necessario conoscere le condizioni metereologiche.

Il nostro comportamento è fondamentale per la sicurezza in montagna: non bisogna sottovalutare niente.

Nel caso in cui ci perdessimo il G.P.S. è fondamentale per orientarsi e trovare la strada giusta.

Esiste un’applicazione chiamata “FlagMii”, in caso di incidente è necessario solo attivarla.

Il soccorso alpino:

Martedì 6 dicembre, sono venuti alla scuola media di Calalzo di Cadore, degli esperti della Guardia di Finanza del settore soccorso alpino.

Ad assistere alle spiegazioni, c’erano i bambini dell’asilo, delle elementari e delle medie.

A questi ultimi,gli esperti, hanno mostrato cosa farebbero in caso di un’emergenza in montagna.

Con un volontario della scuola elementare, ci hanno mostrato come mettere in salvo una persona ferita, come deve essere posizionata sulla barella per essere portata a mano oppure in elicottero.

Successivamente, gli uomini del soccorso alpino, hanno mostrato anche come salvare una persona travolta da una valanga e come comportarsi se si è in questo guaio.

Per localizzare una persona rimasta sotto la neve,si utilizzano due oggetti: l’Arva utilizzata come GPS e la sonda:un bastone lungo 3 metri utilizzato piantandolo nella neve per sentire se sotto c’è qualcuno.

I finanzieri del soccorso alpino ci hanno insegnato  come ritrovare  una persona persa o  ferita, una persona  bisognosa di aiuto utilizzando i cani.

Il cane da soccorso può salvare vite umane e viene addestrato attraverso il gioco, poi come ricompensa  avrà una pallina, che per noi è solo un oggetto ma, per lui, è un premio importantissimo.

Quando ha trovato una persona ferita, il cane  abbaia. Il cane ha un campanellino perché il soccoritore possa sentire dove va  e un dispositivo per seguire le sue tracce.

Il sogno dell’Antelao

In classe abbiamo letto un brano intitolato ”Il sogno dell’Antelao”.

Questo racconto, ambientato negli anni ‘60, parla di sette ragazzi che si erano conosciuti per caso e  che decisero di fare una gita sull’Antelao.

Di prima mattina erano partiti da  San Vito e, giunti  al rifugio Galassi, avevano dormito lì. Il giorno dopo  erano ripartiti per raggiungere la vetta dell’Antelao. Avevano deciso di legarsi tutti insieme con una corda di nylon. Superata la prima parte del tragitto,  si erano fermati al bivacco e avevano firmato sul grosso librone delle firme, poi erano ripartiti e avevano trovato una guardia alpina che aveva detto loro di non andare su per quella montagna legati tutti insieme come un serpente. Il suo secondo consiglio fu di seguire le orme della guardia sui pezzi più difficili come quelli innevati o ghiacciati. Loro ascoltarono solo il secondo consiglio e continuarono ad andare avanti legati. Alla fine arrivarono in cima con molta gioia e cominciarono la difficile discesa non sapendo che quella discesa poteva essere mortale. Uno di loro scivolò e caddero tutti insieme. Una tragedia veramente grande. Questa storia ha anche un insegnamento: anche se le montagne sono belle non puoi sempre fidarti di loro, così quei ragazzi avrebbero dovuto  stare più attenti e ascoltare le persone che ne sapevano più di loro e in questo modo sarebbero rimasti in vita.

L’intervento degli esperti dei CAI

Il C.A.I è un acronimo che significa Club Alpino Italiano.

Nella settimana della montagna è stato tutto molto interessante, ma secondo noi la cosa che ci è piaciuta di più è stata la spiegazione dei membri del C.A.I.

Sono arrivati alcuni aderenti del C.A.I che hanno dato dimostrazione della fauna e della flora delle nostre meravigliose  montagne attraverso uno speciale filmato di Francesco Cervo.

Abbiamo anche visto il comportamento degli animali del bosco ed è stato molto interessante, perchè non tutti i giorni vediamo questi spettacolari animali.

Infine hanno letto un bellissimo libro di Mauro Corona  che si intitola “La voce del bosco”.

La visita del C.A.I è stata molto interessante, perché abbiamo capito molte cose sugli animali e sul nostro eccezionale habitat montano.

Il suolo

Il suolo è la parte più superficiale della crosta terrestre e si è formato grazie all’erosione delle rocce.

Il suolo è modificato dagli agenti atmosferici e dagli animali, in particolare dai lombrichi.

I primi organismi ad essersi insediati nel suolo sono quelli pionieri che fertilizzano il suolo per gli altri esseri viventi.

Il suolo si divide in 4 orizzonti diversi e l’insieme degli orizzonti si chiama profilo.

Nel suolo è presente al 25% di aria, 25% di acqua,45% di sostanza inorganica e 5% di humus.

L’humus è un miscuglio formato dalla decomposizione degli animali e dei vegetali.

Nel terreno è presente una parte organica (humus) e una parte inorganica (pietrisco, sabbia grossolana, sabbia fine, limo, argilla e sali minerali)

E’ stato molto interessante scoprire la vita che c’è sotto di noi e imparare come si è formato il suolo su cui camminiamo.

La regina Margherita di Savoia e la montagna

La regina Margherita di Savoia, in Cadore, veniva una volta all’anno in vacanza e adorava la montagna, infatti anche in una giornata nebbiosa volle andare a fare un’escursione in montagna.

Passò in ogni paese del Cadore e ogni volta veniva accolta calorosamente da tutti i paesi con bandiere, archi di fiori e tanto affetto.

Ogni volta che la regina faceva il suo ingresso in Cadore accorrevano le scolaresche dei paesi vicini con i propri insegnanti e le società operaie con le proprie bandiere.

La regina Margherita era la regina d’Italia quindi una persona molto importante e siamo contenti che abbia scelto proprio il Cadore.

 

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